Stiamo assistendo a qualcosa senza precedenti nella storia della chiesa italiana (e del mondo). Da settimane ormai, i nostri edifici di chiesa sono completamente vuoti. Grandi fabbricati che possono ospitare fino a migliaia di persone completamenti inattivi. 

Che cosa dovremmo fare in momenti come questo? Come la chiesa continua ad essere tale? 

Forse (e dico la mia opinione senza offendere nessuno), piuttosto che contare i giorni per uscire di nuovo e riunirci (anche se sarà bellissimo), dovremmo riflettere e eventualmente cambiare qualcosa. 

Forse dovremmo chiederci che cosa lo Spirito Santo vuole dire alla chiesa. Mi trovo molto d’accordo con le parole del pastore Chiocca durante una chiacchierata che abbiamo fatto alcuni giorni fa su Facebook: “Dio non ci farà uscire finché non avrà compiuto il suo scopo in noi”.

Che cosa ci sta dicendo lo Spirito Santo? Ritornate alle piccole cose per grandi cambiamenti.

PICCOLE COSE, GRANDI CAMBIAMENTI

Spero che non mi stai fraintendendo, non ho nulla contro i grandi edifici o le grandi assemblee. La mia chiesa di appartenenza ha un grande locale (uno dei più grandi d’Italia) che usiamo per tante attività. Mi entusiasma adorare con migliaia di credenti riuniti insieme (ho partecipato anche a riunioni con 80.000 persone in grandi stadi). Amo la dinamica della musica e l’energia di migliaia di persone che lodano Gesù insieme. Le grandi chiese hanno una grande forza nel raggiungere la città con risorse, attività sociali e tanto fervore.

L’anno scorso, ho avuto il privilegio di predicare e insegnare in tre “mega chiese” in Messico con oltre 4000 membri. Sono chiese sane e vibranti, impegnate nell’evangelizzazione e nel discepolato con una forte enfasi missionaria. Ho anche ministrato a stretto contatto con uno dei miei ex-professori che da alcuni anni ha fondato una decina di “chiese in casa”. Piccoli gruppi che si radunano nelle case (una volta al mese hanno anche un culto tutti insieme) con una forte enfasi sulla comunione fraterna, lo spezzare il pane e l’insegnamento apostolico. In entrambi i casi, riconosco (almeno secondo il mio punto di vista) i punti deboli e i punti di forza. 

Quindi, il mio punto qui non è quello di criticare chi ha grandi edifici ed esaltare chi piuttosto si raduna in casa. Invece, sto dicendo che dobbiamo cogliere questo momento e riflettere sulle dinamiche della vita della chiesa. Cosa sta dicendo lo Spirito? Quali lezioni importanti possiamo imparare? Se sei un responsabile di chiesa, la domanda è ancora più urgente.

INFARTO

Il pastore David Yonggi Cho (Nord Corea) racconta di avere “lavorato” duramente per far crescere una congregazione da tre persone (lui, sua moglie e sua suocera) a tremila. Ha predicato senza fermarsi. Pregava intensamente. Ha digiunato. Ha sacrificato. E ci è riuscito – almeno, fino a un certo punto. Poi ebbe un infarto e, mentre giaceva in un letto d’ospedale, ricevette la visione di una chiesa cellulare, con i “laici” che facevano gran parte del lavoro.

Ora, dal punto di vista biblico, non credo in una distinzione tra clero e laici. Siamo ugualmente figli e figlie di Dio, ugualmente rami della Vite, ugualmente sacerdoti nel tempio di Dio, ugualmente membri del Corpo. Ma alcuni sono chiamati ad essere ministri, come pastori, evangelisti, profeti ecc., e altri no. Ciò che il pastore Cho si rese conto era che la maggior parte del lavoro doveva essere svolta dal corpo stesso, dai “laici” (come li chiama lui), non solo dai leader. E così, la chiesa Yoido Full Gospel è cresciuta da 3.000 persone a oltre 700.000 persone.

Potrebbe essere questo il nostro momento di “infarto”? Potrebbe essere un momento divinamente ordinato per farci riflettere su come Dio vuole che sia la sua chiesa? (Non il modello del pastore Cho, ma un modello divino per la nostra nazione).

Come ho scritto in un articolo precedente, dobbiamo muoverci da “andare in chiesa” ad “essere chiesa”. La chiesa non è un edificio così come la famiglia non è una casa scrive il Dott. Mike Brown nel suo libro “Revolution”. Prego che Dio dia saggezza a tutti responsabili di chiesa su come muoverci per cambiare quello che deve essere cambiato e solidificare quello che invece deve essere solidificato.

LA POTENZA DEL CORPO

Credo fortemente nella potenza del corpo unito che opera per l’avanzamento del regno. Credo fortemente nelle cellule per il discepolato. Certamente possiamo, una volta passata la quarantena, radunarci in grandi assemblee (come abbiamo sempre fatto) ma credo che l’enfasi si deve spostare sul discepolato di piccoli gruppi all’interno di grandi realtà.

Se la tua chiesa locale non ha questa visione, tranquillo, sto solo esponendo quello che sento nel mio cuore. Non è un obbligo o imposizione per nessuno (sarebbe sbagliato e presuntuoso anche solo pensarla una cosa del genere), solo una mia considerazione che potrebbe vedere in pochi anni una moltiplicazione dei nostri sforzi. Un modello di chiesa a prova degli “ultimi tempi”.

Se ci tolgono il locale, arrestano il pastore e ci tolgono le dirette Facebook, Instagram e YouTube, saremo ancora capaci di continuare ad essere chiesa? La quarantena da Coronavirus è una prova per quello che accadrà quando tutto quello che dovrà essere scosso sarà scosso.

LA VIA

La chiesa nuovo testamentaria era chiamata “la via” (Atti 9:2). La stessa parola greca “odos” usata anche in Atti 2:28“Tu mi hai fatto conoscere le vie della vita”. La chiesa era una “via di vita”, un modo di vivere sette giorni su sette, ventiquattro ore al giorno. Questo sì che è rivoluzionario.

Lo Spirito Santo ci sta chiamando a vivere profondamente questa realtà. Siamo chiesa anche in casa. Questo non ci spinge all’anarchia (assolutamente NO) o ribellione nei confronti dei responsabili che Dio ha predisposto, ma ad una responsabilità più grande. Non siamo spettatori “dell’unto di Dio”, ma l’unzione parte dal capo (che è Gesù) e scende su tutte le membra.

Credo di cogliere il cuore di tutti i veri leader. Un vero leader non cerca di emergere a super-star ma usa la sua influenza per invogliare gli altri, per dare l’esempio di come fare e spingere altri a farlo. Un vero leader non pressa le persone a dipendere da lui ma da Cristo.

ESSENZIALE

Ritorniamo all’essenziale. Ritorniamo al grande mandato: fate discepoli delle nazioni… non spettatori di uno show sempre più perfetto.

Ripeto, questo non significare demolire i nostri edifici per entrare nelle case, ma mentre coltiviamo l’aspetto di radunarci in grandi assemblee, sviluppiamo di più la visione cellulare del corpo. Dove ogni cellula è impegnata nel Regno.

Un modello molto simile alla chiesa nel libro degli Atti e anche a tante realtà che vivono la persecuzione nelle nazioni dove il Vangelo è illegale. 

Che Dio ci dia grazia per seguire la sua guida.

Dio ci benedica.