Atti 1:8
“Ma voi riceverete potenza quando lo Spirito Santo verrà su di voi, e mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea e Samaria e fino all’estremità della terra”.

Questa mattina Gesù non ti sta dando una lista di cose da fare. Ti sta facendo una promessa. E la promessa non è: “Ti darò più forza di volontà”. La promessa è: “Ti darò potenza”. E il motivo non è: “Così ti sentirai spiritualmente invincibile”. Il motivo è: “Così sarai mio testimone”.

C’è una differenza enorme tra vivere la fede come sforzo e viverla come testimonianza. Lo sforzo ti fa dire: “Devo dimostrare a Dio che valgo”. La testimonianza ti fa dire: “Dio mi ha cambiato, e non posso più tacere”.

Gesù è molto preciso: questa potenza non nasce da dentro di te. Arriva quando lo Spirito Santo verrà su di noi. La sorgente della potenza non è l’uomo motivato, ma la presenza di Dio.

Le due parole greche: potenza e testimoni

1) “Potenza” = δύναμις (dunamis)

La parola che Luca usa non è una potenza “politica”, né un carisma per impressionare gli altri. È dunamis.

Non è “energia interiore” o “sentirsi carichi”. È la potenza che rende possibile ciò che prima non lo era.

Potenza per amare chi ti ferisce, quando da solo non ci riusciresti.
Potenza per dire la verità con coraggio e amore.
Potenza per restare saldo quando l’ansia ti piega.
Potenza per parlare di Gesù senza vergogna.

Ecco il punto: in Atti 1:8 la potenza non è un premio per i migliori. È un equipaggiamento divino per tutti. Gesù sta dicendo: “Non vi mando a testimoniare con le vostre risorse. Vi mando con le mie”.

Ma questa dunamis ha una fonte ben precisa.

Lo Spirito Santo = πνεῦμα (pneûma)

La potenza arriva “quando lo Spirito Santo verrà su di voi”. Il testo greco parla dello Pneûma: soffio, vento, respiro. Non qualcosa che controlli, ma Qualcuno che ti avvolge e ti spinge.

La dunamis non è separabile dallo Pneûma.
Non ricevi potenza prima dello Spirito.
Non ricevi potenza oltre lo Spirito.
Ricevi potenza perché lo Spirito viene su di te.

Questo significa che la vita cristiana non è solo vivere “per Dio”, ma con Dio in te. È lo Spirito che rende viva la fede, che accende il coraggio, che trasforma la paura in testimonianza. Senza lo Pneûma, anche il credente più motivato rimane sterile. Con lo Pneûma, anche il più fragile diventa portatore di vita.

2) “Testimoni” = μάρτυρες (mártyres)

Qui la parola è fortissima. Mártys (plurale mártyres) è “testimone” nel senso di chi attesta ciò che ha visto, udito e conosciuto. Non è un venditore. Non è un filosofo che specula. È qualcuno che può dire: “Io ero lì. So di cosa parlo”.

Col tempo, questa parola è diventata anche “martire”, perché i primi cristiani spesso pagavano caro il loro testimoniare. Ma l’idea di base non è principalmente “morire per una causa”; è rendere una dichiarazione fedele su Gesù, anche quando costa.

Questo cambia tutto: tu non sei chiamato prima di tutto a essere “bravo”, ma a essere autentico. Un testimone non inventa, non gonfia, non recita. Semplicemente dice: “Questo è ciò che Gesù ha fatto in me. Questo è ciò che ho visto della sua grazia. Questo è ciò che il Vangelo produce”.

Ed è lo Spirito Santo che rende possibile questa verità. Lo Pneûma non ti rende perfetto, ma reale. Non ti rende invincibile, ma fedele.

Potenza per essere testimoni: il collegamento è il cuore del verso

Gesù lega le due cose con un filo indissolubile:

Non c’è testimonianza senza potenza (diventa propaganda o moralismo).
Non c’è vera potenza senza testimonianza (diventa spiritualità centrata su sé stessi).

La potenza dello Spirito non ti è data per renderti “celebre”, ma per renderti utile al Regno. Non per elevare il tuo ego, ma per elevare Gesù.

E attenzione: essere testimone non significa solo predicare. Significa vivere e parlare in modo tale che la tua vita diventi una “prova vivente” che Gesù è reale.

A volte la tua testimonianza sarà una parola chiara.
A volte sarà una scelta onesta.
A volte sarà una pace inspiegabile.
A volte sarà chiedere perdono.
A volte sarà pregare per un malato.

Una preghiera per questa mattina

Spirito Santo, oggi non voglio vivere di sforzo ma di potenza.
Vieni su di me. Rivesti la mia debolezza con la tua dunamis.
Rendimi un mártys: una persona vera, fedele, autentica.
Apri porte divine nelle mie “Gerusalemme” quotidiane: casa, lavoro, relazioni.
Dammi il coraggio amorevole di parlare di Gesù senza vergogna e senza arroganza.
E fa’ che, oggi, qualcuno possa vedere in me una traccia reale di Cristo.
Amen.

Dio ci benedica,
Antonio Morra