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La Guarigione divina

Esodo 15:26 Perché io sono Yahweh (l’Eterno) che ti guarisco!

Una breve risorsa per le principali risposte alle varie obiezioni sulla dottrina della guarigione.

“Se e’ la volontà di Dio…”

Molti cristiani non sono guariti perché hanno una falsa concezione della volontà di Dio. Spesso abbiamo sentito preghiere di questo tipo: “Signore se e’ la tua volontà guariscimi”. Una domanda nasce spontanea: Quale e’ la volontà di Dio riguardo la guarigione?

Luca 5:12-13

“Ed avvenne che, trovandosi egli in una di quelle città, ecco un uomo pieno di lebbra, il quale, veduto Gesù e gettatosi con la faccia a terra, lo pregò dicendo: Signore, se tu vuoi, tu puoi mondarmi.

13 Ed egli, stesa la mano, lo toccò dicendo: Lo voglio, sii mondato. E in quell’istante la lebbra sparì da lui”.

La Domanda del lebbroso.: Signore se è la tua volontà (se tu vuoi), tu puoi guarirmi?

La risposta di Gesù: “LO VOGLIO”.

Matteo 6:10

“Venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra com’è fatta nel cielo”.

Qual’e’ la volontà di Dio in cielo?

Ci sono malattie in cielo?

Quando preghiamo per la salvezza di qualcuno non diciamo “se e’ la volontà di Dio sarai salvato”, ma invece diciamo alle persone “se credi sarai salvato”.

(Rom 10:13 poiché chiunque avrà invocato il nome del Signore, sarà salvato)

Perché dovrebbe essere diverso per la guarigione, Dio ci ha dato delle promesse chiare a riguardo.

Isaia 53:4-5,12 ”E, nondimeno, eran le nostre malattie ch’egli portava, erano i nostri dolori quelli di cui s’era caricato; e noi lo reputavamo colpito, battuto da Dio, ed umiliato!

5 Ma egli è stato trafitto a motivo delle nostre trasgressioni, fiaccato a motivo delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiam pace, è stato su lui, e per le sue lividure noi abbiamo avuto guarigione.

12 Perciò io gli darò la sua parte fra i grandi, ed egli dividerà il bottino coi potenti, perché ha dato se stesso alla morte, ed è stato annoverato fra i trasgressori, perch’Egli ha portato i peccati di molti, e ha interceduto per i trasgressori”.

Il verbo “portato” (dall’ebraico “nasa”) in Isaia 53:4 e’ lo stesso verbo usato nel verso 12.

Gesù ha portato su se i nostri peccati e le nostre malattie.

Non c’e’ differenza, cosi come siamo salvati dai nostri peccati, possiamo essere guariti dalle nostre malattie.

La guarigione e’ completa: spirituale e fisica.

Matteo 8:16-17

“Poi, venuta la sera, gli presentarono molti indemoniati; ed egli, con la parola, scacciò gli spiriti e guarì tutti i malati, (TUTTI)

17 affinché si adempisse quel che fu detto per bocca del profeta Isaia: Egli stesso ha preso le nostre infermità, ed ha portato le nostre malattie“.
Non siamo ancora sicuri?

1 Pietro 2:24:

“…che ha portato Egli stesso i nostri peccati nel suo corpo, sul legno, affinché, morti al peccato, vivessimo per la giustizia, e mediante le cui lividure siete stati sanati.

Ancora una volta si parla di peccati e infermità.

La parola “sanati” e’ la parola Greca “iaomai” usata 28 volte nel Nuovo Testamento e spesso si riferisce alla guarigione fisica.

Dalla stessa parola deriva anche la parola greca utilizzata per medico, dottore “iatros”.

La malattia per la Gloria di Dio

Alcuni obiettano dicendo che alcuni credenti sono stati “chiamati” ad essere malati per la gloria di Dio.

Lazzaro

Giovanni 11:4 “Gesù, udito ciò, disse: Questa malattia non è a morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo d’essa il Figliuol di Dio sia glorificato”.

Analizziamo le parole di Gesù; era la malattia di Lazzaro a portare Gloria a Dio, oppure Gesù si sta riferendo a qualcosa di diverso?

Leggiamo il verso 40

“Gesù le disse: Non t’ho io detto che se credi, tu vedrai la gloria di Dio?”

Gesù sta per manifestare la gloria di Dio! Tutti lo vedranno!

verso 45

“Perciò molti dei Giudei che eran venuti da Maria e avean veduto le cose fatte da Gesù, credettero in Lui”

Molti credettero perchè Lazzaro era risorto, non perchè Lazzaro era morto!

Cos’e’ la Gloria di Dio? La resurrezione di Lazzaro che ha portato molti a credere oppure la sua morte?

1. L’uomo nato cieco

Giovanni 9:1 “E passando vide un uomo ch’era cieco fin dalla nascita. E i suoi discepoli lo interrogarono, dicendo: Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché sia nato cieco? 3 Gesù rispose: Né lui peccò, né i suoi genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in Lui”.

Quali sono le opere di Dio che saranno manifestate?

Se era per la gloria di Dio che il cieco fosse malato, allora perchè Gesù la guarito? La guarigione portò gloria Dio! Le sue opere sono manifestate nella guarigione.

Leggiamo Matteo 15:30-31

“E gli si accostarono molte turbe che avean seco degli zoppi, dei ciechi, de’ muti, degli storpi e molti altri malati; li deposero ai Suoi piedi, e Gesù li guarì; 31 talché la folla restò ammirata a veder che i muti parlavano, che gli storpi eran guariti, che gli zoppi camminavano, che i ciechi vedevano, e ne dette gloria all’Iddio d’Israele“.

Perché la folla dava gloria a Dio?

Perchè avevano visto la mano potente di Dio all’opera nel guarire e liberare!

Epafròdito

Filippesi 2:27

“E difatti è stato infermo, e ben vicino alla morte; ma Iddio ha avuto pietà di lui; e non soltanto di lui, ma anche di me, perch’io non avessi tristezza sopra tristezza”.

Molti usano questo verso per giustificare il fatto che Dio non sempre guarisce.

Prima di tutto, Paolo dice che Dio ha avuto pieta’ di lui, molto probabilmente Eprafrodito era guarito, infatti era riuscito a  viaggiare con Paolo da Fillippi a Roma.

Paolo poi spiega anche il perché della sua malattia:

v. 30 “perché, per l’opera di Cristo egli è stato vicino alla morte, avendo arrischiata la propria vita per supplire ai servizi che non potevate rendermi voi stessi”.

Paolo aveva ministrato in Filippi e molto probabilmente I’unica persona che si era preso cura di lui era stato il suo compagno d’opera Eprafrodito.

Molto probabilmente Eprafrodito aveva lavorato cosi duramente fino ad ammalarsi.

Epafrodito aveva dato tutto se stesso per il vangelo andando oltre i suoi limiti umani.

Ognuno di noi ha la responsabilità davanti a Dio di prendersi cura del proprio corpo.

I nostri corpi sono ancora corpi mortali e quindi soggetti a stanchezza e malattie.

Questo non significa però che Dio non può guarirci.

Trofimo

2 Timoteo 4:20

“Erasto è rimasto a Corinto; e Trofimo l’ho lasciato infermo a Mileto”.

Molti hanno usato questo passaggio per dire che non sempre e’ la volontà di Dio di guarire le persone dato che Paolo aveva lasciato Trofimo infermo a Mileto.

Solo perchè la Bibbia riporta questo incidente non significa che ne possiamo fare una dottrina fondamentale.

Non sappiamo cosa sia successo a Trofimo, non sappiamo le cause della sua malattia e non sappiamo se e’ rimasto malato oppure e’ stato guarito.

Solo perché la Bibbia lo riporta non significa che bisogna farne una dottrina.

Paolo stava riportando un fatto non stava insegnando una nuova dottrina che contraddiceva la Parola di Dio.
La Bibbia riporta tanti casi di persone che hanno lasciato la fede, hanno peccato ecc. Questo non significa che era la volontà di Dio per quelle persone.

La Bibbia spesso riporta i fallimenti di vari uomini di Dio.

Molti aggiungono che se Paolo non era riuscito a guarirlo questa significa che non era la volontà di Dio.

Leggiamo 2 Timoteo 4:10

“poiché Dema, avendo amato il presente secolo, mi ha lasciato e se n’è andato a Tessalonica. Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. Luca solo è meco”.

Diamo anche qui la colpa a Paolo? Paolo non era stato capace di mantenere un suo compagno d’opera!

Riflettiamo!

Abbiamo insegnato una dottrina sbagliata solo in base ad un evento su cui non si conosce molto.

Probabilmente non tutti quelli che sono andati da Paolo sono stati guariti, ma tutti quelli che si sono presentati da Gesù sono stato guariti! Abbiamo ancora tanto cammino da fare per diventare come Gesù.

La spina nella carne di Paolo

1. L’espressione “la spina nella carne” non e’ unica del Nuovo Testamento (ricordiamoci che l’apostolo Paolo era uno studioso dell’Antico Testamento).

La stessa espressione e’ usata anche nell’Antico Testamento.

Numeri 33:55

“E se voi non scacciate d’innanzi a voi gli abitanti del paese, que’ di loro che avrete lasciati di resto vi saranno stecchi agli occhi, e spine a’ fianchi, e vi inimicheranno nel paese nel quale abiterete”.

Questo verso ci dice chiaramente che l’espressione “le spine ai fianchi” si riferisce agli abitanti (di Canan) e non a delle malattie.

Giosuè 23:13

“Siate ben certi che l’Eterno, il vostro Dio, non continuerà a scacciare queste genti d’innanzi a voi, ma esse diventeranno per voi una rete, un’insidia, un flagello ai vostri fianchi, tante spine negli occhi vostri, finché non siate periti e scomparsi da questo buon paese che l’Eterno, il vostro Dio, v’ha dato”.

Giudici 2:3

“Perciò anch’io ho detto: Io non li caccerò d’innanzi a voi; ma essi saranno per voi tanti nemici (anche tradotto come spine nella King James Bible “as thorns“), e i loro dèi vi saranno un’insidia”.

Nell’Antico Testamento l’espressione “spina\e nei fianchi” e’ usata in senso metaforico per esprimere resistenza e fastidio da parte delle nazioni pagane.

2. Paolo stesso in 2 Corinzi 12:7 ci dice che la sua spina nel fianco non e’ altro che un messaggero di Satana.

“E perché io non avessi ad insuperbire a motivo della eccellenza delle rivelazioni, m’è stata messa una scheggia\spina nella carne, un angelo\messagero di Satana, per schiaffeggiarmi ond’io non insuperbisca”.

La parola angelo o messaggero (”aggelos” nel Greco) non si riferisce mai ad una malattia ma sempre ad una persona o personalità.

Paolo ci informa anche dello scopo di questa scheggia o messaggero di Satana: “per schiaffeggiarmi” e non per ammalarmi.

Paolo continua dicendo che a causa “della eccellenza delle rivelazioni” (v. 7) aveva ricevuto questa spina.

Paolo aveva ricevuto rivelazioni straordinarie e rischiava di inorgoglirsi, la spina era uno strumento usato da Dio per mantenerlo umile.

Questo esclude la maggior parte di noi! Non abbiamo ancora ricevuto tali rivelazioni.

La spina nel fianco di Paolo non e’ mai stata di ostacolo alla sua fede per la guarigione.

Atti 19:11-12

“E Iddio faceva de’ miracoli straordinari per le mani di Paolo; 12 al punto che si portavano sui malati degli asciugatoi e de’ grembiuli che erano stati sul suo corpo, e le malattie si partivano da loro, e gli spiriti maligni se ne uscivano”.

Se non era un impedimento per Paolo perchè dovrebbe essere per noi che non abbiamo ricevuto tali rivelazioni?

Paolo in 2 Corinzi 12:9 scrive:

“ed Egli mi ha detto: La mia grazia ti basta, perché la mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza. Perciò molto volentieri mi glorierò piuttosto delle mie debolezze, onde la potenza di Cristo riposi su me”.

Paolo aveva pregato tre volte affinché questa spina fosse tolta.

Dio gli risponde “la Mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza”.

Cos’e’ questa debolezza?

Molti riferiscono la debolezza ad una malattia o infermità.

Solo un capitolo prima (2 Corinzi 11:23-27) , Paolo descrive le sue prove:

“Son dessi ministri di Cristo? (Parlo come uno fuor di sé), io lo sono più di loro; più di loro per le fatiche, più di loro per le carcerazioni, assai più di loro per le battiture sofferte. Sono spesso stato in pericolo di morte.

24 Dai Giudei cinque volte ho ricevuto quaranta colpi meno uno;

25 tre volte sono stato battuto con le verghe; una volta sono stato lapidato; tre volte ho fatto naufragio; ho passato un giorno e una notte sull’abisso.

26 Spesse volte in viaggio, in pericolo sui fiumi, in pericolo di ladroni, in pericoli per parte de’ miei connazionali, in pericoli per parte dei Gentili, in pericoli in città, in pericoli nei deserti, in pericoli sul mare, in pericoli tra falsi fratelli;

27 in fatiche ed in pene; spesse volte in veglie, nella fame e nella sete, spesse volte nei digiuni, nel freddo e nella nudità…”

Come possiamo ben notare, tra le sue prove non c’e’ la malattia.

Ma forse ti sarai domandato ma cosa sono le pene di cui Paolo parla?

La parola greca (Strong’s #3449 mochthos) si riferisce a fatica, tristezza.

La stessa parola e’ usata in 2 Tessalonicesi 3:8

“né abbiam mangiato gratuitamente il pane d’alcuno, ma con fatica e con pena abbiam lavorato notte e giorno per non esser d’aggravio ad alcun di voi”.

1 Tessalonicesi 2:9

“Perché, fratelli, voi la ricordate la nostra fatica e la nostra pena; egli è lavorando notte e giorno per non essere d’aggravio ad alcuno di voi, che v’abbiam predicato l’Evangelo di Dio”.

Conclusione

Gesù guari tutti coloro che avevano chiesto guarigione.

Adesso tocca a noi, continuare quello che Gesù ha iniziato e dimostrato su questa terra. Il Consolatore vive dentro di noi e Gesù ci ha dato tutta l’autorità, come credenti, di guarire ogni tipo di malattia.

Matteo 10:1 ”Poi, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, diede loro potestà di cacciare gli spiriti immondi, e di sanare qualunque malattia e qualunque infermità”.

Continua…Prossimo capitolo: “perche’ allora sono malato?”, “Imparare a dire: non lo so!”

A presto
Tony

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