Per NOI
Ebrei 9:24-28
La Nuova Diodati (LND)
24Cristo infatti non è entrato in un santuario fatto da mani d’uomo, figura delle cose vere, ma nel cielo stesso per comparire ora davanti alla presenza di Dio per noi,
25e non per offrire se stesso piú volte, come il sommo sacerdote che entra ogni anno nel santuario con sangue, non suo.
26altrimenti egli avrebbe dovuto soffrire piú volte dalla fondazione del mondo; ma ora, una sola volta, alla fine delle età, Cristo è stato manifestato per annullare il peccato mediante il sacrificio di se stesso.
27E come è stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, e dopo ciò viene il giudizio,
28cosí anche Cristo, dopo essere stato offerto una sola volta per prendere su di sé i peccati di molti, apparirà una seconda volta senza peccato a coloro che lo aspettano per la salvezza.
Abbiamo mai veramente riflettuto sulla frase: “nel cielo stesso per comparire ora davanti alla presenza di Dio per noi”.
Il Messia non è andato in un tempio fatto da mani d’uomo, anche se la visita al tempio fu di vitale importanza durante il suo ministero sulla terra, ma è asceso al di sopra delle potenze dell’aria sedendosi alla destra del padre nel santuario celeste.
Il santuario dove non c’è ombra di peccato, circondato da miriadi di angeli che cantano santo santo santo, il luogo santissimo, la dimora dell’Altissimo.
Gesù è entrato in quel Tempio non per se stesso, perché è stata la Sua dimora da sempre, ma come figlio dell’uomo PER NOI.
I santi e profeti più memorabili nella storia d’Israele e la Chiesa, non avrebbero potuto resistere una frazione di secondo in tal meraviglioso posto, ma Cristo è entrato, da uomo, per noi.
E’ per noi che è stato crocifisso! E’ per noi che è asceso al cielo ed è entrato nel santo tempio. E’ per noi che ritornerà per regnare nei nuovi cieli e nuova terra.
Tale privilegio comporta immensi benefici ma anche una grande responsabilità: E’ Per LUI che adesso viviamo.
Quel “per noi” ci posiziona davanti alla presenza di Dio liberamente ma ci chiama ad una santità senza macchia.
Antonio Morra
