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Chiesa_rev February, 24th 2009 by Tony (Team Noi_Rev)

Autorità & Sottomissione

Nella società in cui viviamo, è di essenziale importanza conoscere cosa sia l’autorità. Ogni giorno ci confrontiamo con ordini e regole ed il modo in cui rispondiamo a questi input rispecchia anche il nostro modo di interpretare l’autorità e i suoi valori.  Viviamo in un mondo dove il concetto di autorità e sottomissione è completamente distorto. Da un lato disprezziamo l’abuso del potere e dall’altro disdegniamo la sottomissione alle autorità.
Nonostante ciò, una delle cose che accomuna tutti gli uomini è il desiderio di prevalere su gli altri.
Il mio intento in quest’articolo è di ridefinire (brevemente), attraverso una lente Biblica, il termine autorità e le sue implicazioni (di conseguenza circa l’importanza della sottomissione).

Ridefiniamo l’autorità: Il secondo miglio.

Prima di tutto vorrei analizzare le parole di Gesù a riguardo. Il Sermone sul Monte in Matteo 5 è il punto di partenza. Nel versetto 41 è scritto: “E se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due”. Nonostante il contesto parli di generosità, Gesù si ferma e discute riguardo all’autorità.
Israele a quel tempo era governata dai Romani che avevano imposto un regime politico duro ed oppressivo. Craig Keener nel suo commentario spiega: “Poiché le tasse non riuscivano a coprire tutte le spese che l’esercito affrontava, i soldati erano autorizzati a richiedere, spesso sotto costrizione, favori e lavoro forzato. I soldati Romani potevano, legalmente, imporre questi privilegi sui cittadini”.
In Matteo 27:32, quando Simone fu obbligato a portare la croce di Cristo, e’ un chiaro esempio del principio sopra citato. Ipoteticamente i soldati Romani potevano forzare chiunque fino al punto di “costringerti a camminare con loro per un miglio.
L’oppressione romana era odiosa agli occhi degli Israeliani e nonostante questo, Gesù sembra incoraggiare alleanza e sottomissione a questo brutale abuso di potere.

Cosa voleva dirci Gesù?
Sicuramente non intendeva una sottomissione incondizionata a un regime anti-Dio.
Sarebbe stato ridicolo e contrario alla verità Biblica quest’interpretazione.  Come dobbiamo comportarci se un giorno, nella nostra nazione, predicare il Vangelo diventerà illegale? Saremo sicuramente obbligati a “ribellarci” contro le autorità che l’hanno imposta per cui le parole di Gesù “devono” avere una diversa esegesi. Analizziamo un altro passaggio di Matteo che sembra insegnare una cosa completamente opposta.

Ridefiniamo l’autorità: Anarchia?

In Matteo 23 Gesù rimprovera fermamente un gruppo di persone come mai prima nel Nuovo Testamento; un capitolo intero è dedicato a questo acuto giudizio contro il sistema religioso farisaico.

Nel versetto 8 leggiamo:“Ma voi non fatevi chiamare maestro, perché uno solo è il vostro maestro: Il Cristo, e voi siete tutti fratelli”.
Che concetto radicale! Se interpretato letteralmente, la maggior parte delle nostre comunità sarebbe in disaccordo con le parole di Gesù. Cerchiamo di comprendere cosa voleva veramente insegnarci Gesù riguardo alla leadership aggiungendo un altro passaggio: Matteo 20:25-26 “E Gesú, chiamatili a sé, disse: «Voi sapete che i sovrani delle nazioni le signoreggiano e che i grandi esercitano il potere su di esse, ma tra di voi non sarà così; anzi chiunque tra di voi vorrà diventare grande sia vostro servo.”

Ma tra di voi non sarà così! Gesù sferra un nuovo attacco sul tema dell’autorità. Studiando attentamente questo passaggio (sia per le parole usate che per la sua struttura Greco – grammaticale), Gesù non solo condanna l’abuso di un’autorità malvagia ma il concetto stesso di “esercitare il potere sulle persone”! In base a questo versetto, cosa possiamo rispondere? In Matteo 5 sembra che Gesù ci comanda di riconoscere tutte le autorità e qui invece condanna apertamente l’uso dell’autorità. Gesù risponde alla nostra domanda nei versi che seguono in Matteo 20. La spiegazione è rivelata nella comprensione di cosa significa sottomissione.

Ridefiniamo la Sottomissione: Lo Schiavo Autocratico.

Gesù dice in Matteo 20:27 riferendosi alla leadership: “chiunque tra di voi vorrà essere primo sia vostro schiavo”; Gesù eguaglia direttamente l’autorità con la sottomissione. Quelli che hanno autorità sono quelli che, in loro stessi, non hanno nessuna autorità sopra gli altri.  Lo schiavo era obbligato a ubbidire completamente al suo padrone (Matteo 8:9), nessuno schiavo poteva servire due padroni (Matteo 6:24). Il lavoro dello schiavo, nella maggior parte dei casi, era sottostimato e gratuito dato che faceva parte del dovere conseguente alla sua situazione (Luca 17:7-10).
Gli schiavi sono coloro che lavorano senza ricompensa, sono quelli all’ultimo gradino della società…sicuramente una parola che può descriverli pienamente è: “sottomissione”.
Gli schiavi si sottomettono, per definizione non possono fare diversamente. Quindi Gesù eguaglia l’autorità con la schiavitù, ai suoi occhi le due cose diventano parallele. Un paradosso radicale, comune negli insegnamenti di Gesù.  Un regno al contrario, sottosopra!

Vuoi avere responsabilità su qualcuno? Sottomettiti! Vuoi esercitare autorità su qualcuno? Sii il suo schiavo. In accordo con le parole di Gesù noi siamo “tutti fratelli” e l’unico assoluto leader è Lui.  Efesini 5:21 dice: “sottomettetevi gli uni agli altri nel timore di Cristo.” Paolo insegnava che non dobbiamo solo sottometterci ai nostri leader ma “gli uni agli altri”.
Questo è il Vangelo del Regno; essere servi/schiavi gli uni degli altri.  Non c’è nessuno nel corpo di Cristo che può permettersi di non sottomettersi, chi fa questo non può esercitare autorità nella casa di Dio.
Non esiste una struttura piramidale con una sola persona al comando. Il Vangelo ci insegna che solo Cristo è il capo della chiesa (Colossesi 1:18), tutti noi siamo fratelli e servi allo stesso livello.

Una volta compreso questo concetto, i passaggi che abbiamo discusso prima si chiariscono da se. Perché dobbiamo ubbidire ai soldati Romani quando ci chiedono di camminare un secondo miglio? Perché essa può essere un’opportunità per sottometterci e servire come schiavi. Una grande opportunità per mostrare l’amore di Gesù e per essere “primi” nel regno di Dio anche se sei “ultimo” agli occhi del mondo.
Perché in accordo con Matteo 23 non dovremmo chiamare nessuno maestro? Perché non c’è nessuno che può esercitare autorità se non prima si è sottomesso anche lui.
Nella chiesa siamo tutti sullo stesso livello; tutti uguali davanti a Dio.

Schiavitù: La risposta al conflitto tra Sottomissione e Autorità.

Secondo Gesù il conflitto tra sottomissione e autorità può essere racchiuso in due concetti chiave: schiavitù verso Dio e di conseguenza servizio verso l’umanità. Impariamo dall’esempio di Gesù. Il governatore dell’universo, colui che ha tutta l’autorità (Matteo 28:17) e “che sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza” (Ebrei 1:3), è venuto a servire e a morire per l’umanità, sua creazione. Luca 22:27 dichiara: “Chi è infatti piú grande chi siede a tavola, o colui che serve? Non è forse colui che siede a tavola? Eppure io sono in mezzo a voi come colui che serve”.

Se Gesù è venuto come un servo come possiamo noi, nelle nostre organizzazioni e nelle nostre chiese, esercitare autorità su gli altri senza prima servire e sottometterci gli uni con gli altri?
Gesù non ha mai obbligato nessuno a seguirlo o a obbedire ai suoi comandamenti, la Sua autorità derivava dal suo servizio continuo verso tutti coloro che Egli incontrava.

Il modello di autorità che Gesù ci ha insegnato è molto diverso da quello che conosciamo. Gesù ha cambiato il mondo senza imporsi su una persona ma mostrando il suo amore per tutti fino al punto di morire anche per color che lo odiavano.
Purtroppo questi insegnamenti di Gesù sono stati dimenticati e/o alterati. Gesù è venuto a sradicare il concetto “mondano” di autorità che noi invece abbiamo “cristianizzato” e sistemato all’interno della strutture ecclesiale. Abbiamo abbracciato il modo di fare dei “gentili” anche se Gesù ci aveva divinamente avvertiti di fare altrimenti “tra di voi non sarà così !“
Guardiamo all’esempio dei responsabili nel Nuovo Testamento, nessuno di loro ha signoreggiato sulla chiesa ma tutti morirono (letteralmente) per la sposa di Cristo. L’apostolo Paolo essendo uno dei più preminenti leader nella chiesa primitiva diede tutto se stesso attraverso sofferenze, dolori, tristezze, battiture ecc. per la chiesa di Cristo, non signoreggiando sopra di loro ma dando l’esempio come servo e schiavo in ogni cosa. Solo a queste condizioni Paolo poteva dichiarare: “siate miei imitatori come  io lo sono di Cristo”.

Applicazione: Ubbidienza definitiva e necessaria Ribellione.

Ubbidire alle autorità di questo mondo deve essere un’opportunità per morire a noi stessi, mostrando l’amore di Dio nei nostri atteggiamenti e nel nostro servizio incondizionato.
Ricordando che non c’è autorità se non quella designata da Dio (Romani 13:1) e che il capo della chiesa è Cristo; ci saranno momenti dove dobbiamo essere ribelli verso coloro che ci ordinano di  fare qualcosa contraria alla volontà di Dio per la nostra vita.  Per questo motivo gli apostoli venivano spesso etichettati come rivoluzionari, ribelli e accusati di organizzare un movimento nazionale per mettere sottosopra le città. Gli apostoli riconoscevano che non c’è autorità se non da Dio e che è allo stesso tempo quando necessario “bisogna ubbidire Dio invece che gli uomini” (Atti 5:29). Quando il governo ci comanderà non di predicare il Vangelo; la nostra reazione deve essere accompagnata da una disobbedienza necessaria per continuare a servire l’umanità.

Conclusione.

Il vero leader è colui che serve.
Sottomissione significa amare gli altri come se stessi e allo stesso tempo considerare i bisogni degli altri più importanti dei nostri.
Quando i nostri desideri e interessi diventano più importanti di quelli per il bene comune, allora ci siamo deviati dall’essere come Gesù.
Quando le nostre comunità e le nostre strutture ecclesiali abbracceranno questi valori allora il popolo di Dio dimostrerà cosa veramente vuol dire essere la sposa di Cristo nell’amore.

A Presto

Tony

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3 Commenti

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  • Piero scrive

    Cia ho letto attentamente l’articolo che posso dire favolso e dovrebe girare tutta l’Italia anche se la cosa mi sembra utopica, certo non dovrebbe esserlo. E sicuramnte in certi ambienti il tuo articolo saree considerato un icoaggiamento a non sottomettersi all’autorità, purtroppo c’è stato un uso e abuso dela stessa. Continua così leggerò tutti i tuoi articoli e spero e prego che tu posa qualche volta passare qui a Milano e che il Signore t possa guidare n un ministerio ne abbiamo bisogno in Italia i gente che abbia una chiara visione credo che il periodo in USA ti abbia fatto bene.
    dio ti benedica

    Piero

  • Tony scrive

    Ciao Piero,
    Grazie per le tue parole incoraggianti.
    Quest’articolo ha messo in discussione prima di tutto la mia vita e mi sono trovato mancante davanti a Dio.
    Veramente che la nostra attitudine sia come quella di Gesù.
    Comunque accetto l’invito e appena posso vorrei farmi un giro nel nord dell’Italia. Anche a Torino e Varese ho tanti amici.

    Dio ti benedica

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    [...] Autorità & Sottomissione [...]


    http://www.noisiamolarivoluzione.com/03/03/2009/autorita-non-imposta/

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