Scegli la Vita
Una delle strategie più usate da chi sostiene l’aborto è di identificarsi non come favorevoli agli aborti per se (pro-abortion), ma favorevoli al diritto di una scelta morale (pro-choice).
Il diritto di scelta è diventato una delle maggiori attenuanti usate nell’ambito polito e sociale per giustificare l’atto omicida.
Non si parla più delle atrocità commesse o dei fatti scientifici che circondano l’aborto ma, solamente, del diritto che ha ogni singola persona (in questo caso la donna) alla scelta.
Chi potrebbe mai contrastare un argomento del genere? Siamo in una nazione libera e democratica, giusto?
Purtroppo però, abbiamo usato due misure diverse di giudizio; non ci riteniamo “pro-choice” quando discutiamo di altri crimini/problemi: abusi sessuali, omicidi, ruberie, alta velocità, il fumo ecc.
Nessuno, dopo aver abusato un minore, potrebbe trovarsi una discolpa del genere: “E’ stata una mia scelta!” – sarebbe condannato amaramente da chiunque.
Eppure nel caso dell’aborto condoniamo la “libertà” di scelta a tutti!
Se vogliamo parlare di scelta allora bisogna dire che, la vera scelta, è già avvenuta tempo prima, quando, i due partner, decidono di avere un rapporto sessuale.
La scelta, tanto ricercata, dovrebbe avvenire prima della gestazione. Il solo modo per prevenire una maternità indesiderata non è l’aborto ma, l’astinenza sessuale.
L’aborto non previene la gravidanza ma uccide quella che è già in corso… uccidendo un’altra persona.
La nostra libertà rimane tale finché non intacca la libertà degli altri!
L’aborto non è un prerogativa, non possiamo parlare di diritto quando anche un’altra persona è coinvolta (in questo caso il bambino). Non possiamo parlare di scelta quando non riguarda solo una singola persona.
Se il bambino potesse scegliere, posso assicurarvi che, sceglierebbe la VITA (pro-life)!
A voi i commenti e le riflessioni
A presto
Tony

darietto scrive
quanto sangue versato da bambini innocenti,ke Dio abbi pieta’ di tutte quelle mamme ke nell’ignoranza hanno fatto questa terribile scelta…
ke veramente ogni “cristiano” senta la necessita’ e la responsabilita’ di arrivare a queste ragazze.
ke veramente noi seguaci di Gesu’ possiamo fare la differenza in questo mondo e far aprire gli okki alle xsone..
Veronica scrive
Solo una domanda.
Cosa succede davanti ad una ragazza che si faceva la sua bella vita, tranquillamente astenendosi aspettando il famoso compagno della vita e nel frattempo viene accidentalmente violentata brutalmente (tautologica affermazione, e me ne scuso) e rimane incinta? Lo chiedo perché io ho incontrato persone del genere e non mi sento di dire che “se lo sono cercato” o che hanno commesso “peccato”. E auspico di cuore che nessuno si arroghi un tal diritto.
Mi chiedo, anzi, ti chiedo, per cursiositá, cosa diresti ad una ragazza di 16 anni che si trova in una situazione del genere, non voluta, non cercata, ma di cui lei per prima é vittima.
Magari siamo anche d’accordo, chissá. Intanto aspetto un punro di vista altrui, sempre e comunque fonte di ricchezza.
Tony scrive
@Veronica.
Ciao Veronica…
grazie mille per il tuo commento.
Spesso sono menzionate storie del genere nei dibattiti riguardo all’aborto, di solito sono meno dell’1-2% dei casi.
Capisco bene che la prima vittima sia la ragazza (non posso nemmeno immaginare il dolore che si può provare) ma questo non giustifica, secondo me, l’aborto seguente.
L’abuso non giustifica l’uccisione del bambino, cosi come non giustificherebbe l’assassinio dello stupratore.
Ci sono tante coppie che aspettano di adottare un bambino e quella sarebbe un’ottima soluzione in caso non si vuole il bambino (tante ragazze finiscono per tenere il bambino perché comunque dopo 9 mesi diventa parte di loro – il magnifico dono delle vita).
Sicuramente non incolperei lei per lo stupro (chi cristiano potrebbe mai farlo) ma farei di tutto per evitare l’aborto (se fosse nelle mie possibilità).
Grazie
P.S. sentiti libera di controbattere se non sei d’accordo.
Filly scrive
Io sono la prima a pensarla così, nel senso di libera scelta!Come ti ho già spiegato, è ovvio che come cristiani il nostro punto di vista è diverso, ma noi siamo calati in una società che non ha i nostri stessi valori e non da…anzi, non vuole dare così tanta importanza alla vita quanto noi! Vietare l’aborto, per legge equivarrebbe a riaprire una vecchia ferita che i più anziani si ricordano, le cosiddette mammane che facevano pratiche abortive a costo della vita delle giovani donne! Ora, non per questo io considero l’aborto una soluzione, ma come dicevi tu il problema è a monte, a quel famoso rapporto che ha dato origine al tutto! Non sempre c’è la maturità e la saggezza che andare oltre la propria posizione, e considerare quel qualcosa dentro di se come una vita! Secondo me il punto di partenza dovrebbe essere una maggiore cultura della prevenzione, delle protezioni dei rapporti e una maggiore responsabilità nell’atto in sè! Detto questo, nei pochissimi casi (ma ci sono) di violenze sessuali…devo ammettere che ci vuole molta forza e coraggio per continuare a far vivere dentro di te, qualcosa che hai odiato quando è stato fisicamente concepito!!!
Veronica scrive
Grazie mille per la risposta, che mi é piaciuta molto.
Ho letto anche il commento di Filly e trovo le sue parole molto sagge e veritiere: il grande problema é la (non)maturitá con cui si affronta la relazione sessuale che porta poi alla cosiddetta “gravidanza indesiderata”. Io, personalmente, credo che nel momento in cui una persona si sente pronto per avere una vita sessuale, deve inevitabilmente mettere in conto la prospettiva di una possibile gravidanza e assumersene le responsabilitá. Ma, come ben sappiamo, non tutti la pensano cosí.
In qualitá di ragazza, al pensiero di uno strupro rabbrividisco e non oso immaginare che trauma sia, ed evito di pensare che, potenzialmente, potrebbe capitare a me. Sai Tony, la societá in cui viviamo, nonostante il ’68, il femminismo (che sarebbero comunque movimenti da rivisitare e rianalizzare attentamente dopo essere stati consegnati alla mitologia moderna), rimane profondamente maschilista e le donne, tutte, sentono il bisogno di affermare la loro indipendenza e individualitá, che non significa, attenzione, sostituzione totale alla figura dell’uomo, ma un riconoscimento effettivo dell’uguale valore con cui Dio ci ha creati. Per molte donne, negli anni ’70, la legge sull’aborto ha significato, in qualche modo, un primo riconoscimento di queste richieste: volevano una legge che proteggesse e tutelasse la loro vita. Non sto asserendo che sia giusto e sbagliato, ma semplicemente cercando di delineare le motivazioni che hanno spinto migliaia di donne a scendere in piazza in quegli anni. Che, poi, ti assicuro, molte di “noi donne” che si reputano “pro-choise” non abortirebbero MAI. Parlando con coetanee, sai qual é il primo motivo che le spinge o spingerebbe ad abortire? La paura di non essere amate dal compagno, ma semmai abbandonate e lasciate da sole a crescere quello che nessuna dubita sarebbe un meraviglioso bambino. Perché, una volta avvenuto il concepimento, sul fatto che il bambino sia nostro non c’é dubbio: é dentro di noi, é parte di noi e cresce in noi. Per i padri é sempre piú facile, non dovendosi “accollare” la preoccupazione di custodirlo 9 mesi dentro di loro, e potendo quindi liberamente fare marcia indietro e svignarsela dietro il primo angolo disponibile. Perché, in qualitá di giovane donna in crescita, posso garantirti che sono veramente veramente veramente poche le donne che abortirebbe di fronte alla reazione positiva e amorevole del proprio compagno.
Forse potresti scrivere un articolo anche su questo, che ne dici? “Perché anche gli uomini c’erano quando il bambino é stato concepito”.
Ti abbraccio
v
Tony scrive
@Filly,
grazie per il commento.
Non credo che la soluzione al problema sarebbe l’annullamento della legge 194.
Personalmente credo che la legge 194 ha comunque sminuito il diritto alla vita e la dignità dell’uomo/donna.
La legge, in uno stato democratico, dovrebbe proteggere ogni singolo individuo (grande o piccolo che sia).
Sono più che d’accordo che c’e’ bisogno di una grande campagna di sensibilizzazione e prevenzione.
@Veronica,
grazie per il commento.
So bene, che come uomo, non posso capire determinati meccanismi ma personalmente non credo si possano trovare “scuse” che giustifichino l’assassinio di un bambino.
Concordo pianamente con te che, la nostra nazione sia maschilista (vedi la “chiesa” in primis), e non ti nego che avevo in programma di scrivere un articolo riguardo le responsabilità dell’uomo (il partner).
Parte della mia formazione ministeriale mi ha portato spesso davanti alle cliniche per l’aborto dove, ho cercato di sensibilizzare più possibile sia la ragazza che il ragazzo, e spesso come dicevi tu, era il ragazzo a forzare la sua “amata” a una certa decisione.
Credo che Dio abbia scelto voi, come mezzo di vita, perché siete forti e coraggiose!
Veronica scrive
Ciao Tony,
mi fa piacere che, attraverso i commenti e le relative risposte, si possano creare momenti di dialogo prolifico e costruttivo.
Cosa sempre meno frequente, purtroppo.
Il perchè Dio abbia scelto le donne…bhè, perchè siamo fantastiche no?! Jokes apart, c’è un commento di Matthew Henry, famoso commentatore biblico che sono sicura già conosci, che mi piace prendere come mio personale riferimento nella relazione con il mio partner, e che credo potrebbe aiutare molti. Uomini e donne.
““La donna fu tratta da una costola di Adamo; non fu tratta dalla sua testa per governare su di lui, né dai suoi piedi, per essere da lui calpestata, ma dal suo fianco, per essere uguale a lui, da sotto le sue braccia per trovare in lui protezione, da vicino al suo cuore per essere da lui amata”.
Aspetto di leggere il tuo articolo!
V
Tony scrive
@Veronica.
Conosco molto bene Matthew Henry..bella la frase veramente