Aborto_rev

Per dare voce a chi non può farlo!

Chiesa_rev

Articoli che rivoluzionano il nostro modo di essere chiesa. Non più tradizioni umane ma la Parola di Dio…accetti la sfida?

Fede.Ragionata_rev

La prova della nostra fede! Rispondendo alle maggiori argomentazioni contro l’esistenza di Dio.

Idee_rev

Meditazioni, pensieri, idee, riflessioni, frasi famose…

Società_rev

Articoli che ci spronano ad attuare una rivoluzione nella nostra Società. Join the Revolution!

Home » Chiesa_rev

Azusa Street, le radici del moderno movimento pentecostale

Scritto da Tony | Saturday, 23 May 2009Nessun Commento

c937605a79f1e997031f70b05f8cb78eIn un tempo in cui si parla spesso di “Risveglio”, avevo pensato di documentarmi un pò a riguardo, partendo proprio da quello che è stato uno tra i risvegli che hanno più influenzato il cristianesimo in questi ultimi secoli, il risveglio di Azusa Street.

Con riferimento al libro “Azusa Street” scritto da Frank Bartleman, testimone del risveglio e strumento che Dio ha usato negli USA e in Europa… Ecco alcuni estratti del libro:

“C’è sempre molto bisogno di preparazione nel cuore, con umiltà e separazione, prima che Dio possa venire in modo consistente. La profondità di qualsiasi risveglio sarà determinata esattamente dallo spirito di pentimento che riuscirà ad ottenere. Infatti questa è la chiave per ogni vero risveglio nato da Dio.”

Com’è la tua croce cosi sarà la tua Pentecoste. La vita di Dio per giungere alla Pentecoste fu la via del Calvario. Individualmente deve essere cosi anche oggi. La purezza e la pienezza della Pentecoste individuale devono dipendere dalla completezza del calvario individuale”.

Il bisogno della convinzione di peccato è un passaggio fondamentale nei risvegli. Non c’è redenzione senza pentimento e non può esserci pentimento senza vera convinzione di peccato.

“Questo travolgente senso di Dio, che porta una profonda convinzione di peccato, è forse la caratteristica più evidente del vero risveglio…(Arthur Wallis).” [Dal libro "Cristianesimo ad alta tensione" del Dr. Mike Brown]

Frank Bartleman per lungo tempo ha sofferto in preghiera, struggendosi per i peccati della chiesa, e pregando per un risveglio:

“Bramavo di conoscere Dio in un modo più reale e di vedere la Sua opera andare avanti con potenza. Nel mio cuore scese un gran peso e un gran pianto per un potente risveglio. Egli mi stava preparando per un nuovo servizio per Lui. Ciò poteva soltanto essere prodotto dalla realizzazione di un bisogno più profondo nel mio cuore per Dio e da un vero travaglio dell’anima per la Sua opera … Il Signore ci stava preparando per visitare e liberare ancora una volta il Suo popolo. C’era bisogno d’intercessori”.

“Come i profeti antichi, dobbiamo pregare per chi non prega per se stessi. Dobbiamo confessare i peccati del popolo”.

“Dio sta cercando operai, canali… La vita di Gesù venne fuori da ogni poro nella preghiera. Questo modello è troppo elevato per la maggior parte delle persone. Ma non potrebbe essere questa l’ultima chiamata di Dio?”.

“In quei giorni la preghiera era poco capita. Era difficile trovare un luogo tranquillo in cui non si potesse essere disturbati. Le esperienze del Getsemani con Gesù erano rare in mezzo ai santi di quei giorni … Il travaglio dell’anima non è una compagnia piacevole per gli uomini egoisti e mondani. Non possiamo avere la nascita di anime senza travaglio”.

Leggere queste parole mi crea un senso di “Vergogna” pensando a quei pochi momenti di preghiera che dedico a Dio ogni giorno. Come posso pregare: “Signore, manda il Risveglio”, senza prima avere dedicato me stesso completamente a questa causa.

Bartleman scrive che: “Un risveglio di solito inizia in mezzo ai laici perché la chiesa è in una posizione troppo comoda per desiderare innovazione che richiede sacrificio. Il fuoco di Dio cade soltanto sul sacrificio. Un altare vuoto non riceve alcun tipo di fuoco. Il freddo intellettualismo, l’ecclesiastico formale e la dominazione sacerdotale sono al di fuori, anche se ci sono eccezioni. Siamo salvati per servire. Il vero ministro è un servo”.

Altra caratteristica dei risvegli è il pieno controllo che lo Spirito Santo ha nelle riunioni:

“Non avevamo un programma prestabilito da svolgere entro una certa ora. Il nostro tempo apparteneva al Signore”.

“Non dovevamo ricevere alcun suggerimento dai leader. Eppure non vi era anarchia”.

“Il Signore poteva intervenire per mezzo di chiunque[...] poteva trattarsi di un ragazzo, di una donna o di un uomo”.

“Le riunioni erano controllate dallo Spirito, dal trono di Dio”.

Bartleman continua:

“Quello di cui abbiamo bisogno è una maggiore presenza di Dio che controlla le riunioni. Lo Spirito deve essere lasciato libero di agire. Dio si prenderà cura delle riunioni tramite la preghiera e la nostra umiliazione.
Eravamo stretti insieme nella preghiera, nell’amore e nell’unione e nessuna potenza poteva confonderci. Il nostro io va messo al rogo ed è il Signore, dal trono, che deve controllare le riunioni”.

“La tradizione è una maledizione potente, perché ha la capacità di schiavizzare le persone… Ci sono delle moltitudini di persone rinchiuse in sistemi ecclesiastici dentro confini settari”.

“Prima dell’effusione di Azusa, ogni cosa era stata sistemata in forma concreta, legata dagli uomini. Niente si muoveva, c’era bisogno della dinamite, la potenza dello Spirito Santo, per liberare quella massa. E Dio l’ha fornita”.

Non c’è spazio per l’individualismo quando il Signore viene. Lui vuole essere il centro delle riunioni, unica guida e conduttore. Sicuramente, Dio si usava grandemente dei ministri ma loro stessi erano consapevoli di essere semplici strumenti nelle mani di Dio e riconoscevano la loro miseria che dava spazio a Dio di operare:

“Il fratello Seymour era riconosciuto come il responsabile nominale in carica ma noi non avevamo alcun papa né gerarchia. Eravamo tutti fratelli. Non avevamo un programma umano. Il Signore stesso ci guidava. Non vi erano classi sacerdotali né ministri professionisti. Queste cose sono venute più tardi con l’apostasia del movimento. All’inizio non avevamo neanche una piattaforma né un pulpito. Tutto era allo stesso livello. I ministri erano servitori secondo il vero significato della parola. Non onoravamo gli uomini per la superiorità dei loro mezzi o per la loro istruzione, ma piuttosto per i doni dati loro da Dio… Il fratello Seymour generalmente stava seduto dietro due scatole di scarpe vuote messe una sull’altra. Durante la riunione, di solito pregava tenendo la testa dentro la scatola superiore. Non c’era alcun orgoglio”.

“La legge di Dio è quella di ottenere grandi risultati con strumenti impercettibili”. (D’Aubigne)

“La chiesa primitiva metteva Dio al primo posto, l’io all’ultimo. Noi esaltiamo anzitutto noi stessi e abbassiamo Dio. Quello fu il segreto della potenza della chiesa primitiva… Lo Spirito si eleva da essa come nella visione di Ezechiele. I suoi ministri hanno bisogno di “piangere fra il portico e l’altare”.

“Non conoscete alcuno secondo la carne”. Che cosa vorrebbe dire questo nella maggior parte delle nostre riunioni che sono diventate una babele di confusione e carnalità? Questi concetti affondano difficilmente in Dio. Le onde dell’entusiasmo e dello zelo umano non trovano riposo. Ai tempi di Azusa, quando due credenti s’incontravano, inevitabilmente si davano alla preghiera. Riuscivano raramente a stare in piedi. In quei giorni bisognava scavare per tirar fuori dalla segatura un predicatore, oggi non riusciamo a tenerli fuori dai pulpiti”.

“Abbiamo bisogno di uomini col Suo [Gesù] carattere e col il Suo Spirito per tenere in mano la situazione.”

“Abbiamo bisogno di avere più sapienza, più pazienza, più umiltà e più amore.”

“Abbiamo bisogno di essere liberati dai conflitti e dalla confusione, abbiamo bisogno di una consacrazione più profonda e di morire a noi stessi. Lo zelo e l’entusiasmo umani, lo spirito di scherno e di leggerezza risulteranno in rovina nel predicatore o nell’assemblea. La chiesa organizzata ha costruito contro Dio una terribile impalcatura di forme e di cerimonie. Lo Spirito ha diritto di intervenire”.

Una domanda che mi sono posto durante questo piccola ricerca è stata: “qual è il vero motivo che mi spinge a chiedere risveglio?”.

Sono disposto a essere arso dal fuoco dello Spirito lasciando veramente tutto ciò che mi rappresenta sull’altare? È il mio desiderio basato sull’egoismo o veramente sulla ricerca di vedere la gloria di Dio manifestata?

“Noi reclamizziamo miracoli e predicatori straordinari, cosi le folle seguono i segni sui tabelloni pubblicitari fino al prossimo incontro. Ma dove sono i segni (di cui parla Gesù), che dovrebbero accompagnare chi crede? Gli uomini amano le cose spettacolari. Quello che non comprendiamo sono le cose “meravigliose”. Il fuoco di Dio cade sul sacrificio come nel caso di Elia. Quanto più grande e il sacrificio e la consacrazione tanto più grande è il fuoco”.

Per terminare,

“E’ difficile vincere i peccati cronici. E’ difficile insegnare a un vecchio cristiano scoraggiato nuovi trucchi. E’ difficile credere di nuovo quando le nostre speranze sono precipitate a terra tante volte prima, ma c’è una risposta! Ciò di cui abbiamo bisogno, è Lui. Egli è molto vicino. La Sua presenza, il risveglio è nell’aria. Ora è tempo di credere!

Cercatelo con tutto il vostro cuore. Gridate al vostro Salvatore e Amico. Egli non ignorerà le vostre lacrime, non rifiuterà la vostra supplica … Non fermatevi finché non c’e’ una rispota. il Signore è alla porta”. [Dal libro "Cristianesimo ad alta tensione" del Dr. Mike Brown]

Stefano M. & Tony

Condividi...pubblica il nostro articolo sul tuo social-network!
  • Facebook
  • Live
  • MySpace
  • Twitter

Articoli correlati:

  1. Che cosa è la Chiesa? Parte 1 Ciao ragazzi, Oggi inizia una nuova serie di articoli che fanno parte della categoria “chiesa_rev”. Ho pensato di intitolarla...

Related posts brought to you by Yet Another Related Posts Plugin.

Scrivi un commento

Aggiungi il tuo commento, oppure trackback dal tuo sito. Puoi anche sottoscriverti a questi commenti attraverso RSS.

Ecco alcune regole prima di commentare:

-Nessuna parola scurrile

-No Spam

-Attenersi al topico trattato nell'articolo

Se conosci l'HTML, puoi usare questi tags nei commenti:
<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>