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La Bontà Divina

Scritto da Tony | Saturday, 16 January 20102 Commenti

sofferenza“L’amore è paziente, l’amore perdona…ma l’amore non potrà mai riconciliarsi con un oggetto non amabile… Dunque non potrà mai riconciliarsi con tuo peccato, perché il peccato non è soggetto a cambiamenti; ma può riconciliarsi con la tua persona, perché questa può essere ricostruita”.

-Traherne, Centuries of Meditation.

Ciao ragazzi,

Oggi sfogliavo (per l’ennesima volta) uno dei libri che considero una “pietra angolare” nella letteratura cristiana: “Il Problema della Sofferenza” – C.S. Lewis.

Un capitolo in particolare mi ha colpito e volevo riportarvi alcuni passaggi rilevanti al momento storico in cui viviamo.

“Il problema di riconciliare la sofferenza umana con l’esistenza di un Dio che ama è irrisolvibile solo finché attribuiremo alla parola “amore” un significato banale e finché considereremo il mondo come se l’uomo fosse il centro. Ma l’uomo non è il centro: Dio non esiste per l’uomo e l’uomo non esiste per se stesso.  “Tu creasti tutte le cose, e per la tua volontà esistettero e furono create” (Apocalisse 4:11). Siamo stati creati non principalmente perché amassimo Dio (sebbene siamo stati creati anche per questo) , ma perché Dio potesse amare noi, perche noi potessimo diventare oggetti in cui l’amore Divino potesse “compiacersi”. Chiedere che l’amore di Dio si accontenti di noi così come siamo è lo stesso che chiedere a Dio che cessi essere Dio; proprio che Egli è quello che è, certi difetti del nostro attuale carattere ostacolano e respingono il Suo amore, e proprio per il fatto che Egli ama, si sforza per renderci amabili. Anche nei nostri momenti migliori non possiamo desiderare che Egli possa riconciliarsi con le nostre impurità attuali – più di quanto un cane, una volta imparato ad amare l’uomo, possa desiderare che egli sia tale da sopportare in casa sua la creature selvatica che morde, ha le pulci e sporca. Quello che noi ora su questa terra chiameremmo la nostra “felicità” non è il fine principale predisposto da Dio per noi: solo quando saremo diventati tali che Egli potrà amarici senza impedimenti, saremo veramente felici…”

Lewis continua dicendo:

“Se Egli (Dio) ha bisogno di noi, questo bisogno è una Sua scelta; se il cuore immutabile può essere addolorato dalle creature che Egli stesso ha fatto, è l’Onnipotenza Divina, nient’altro, che Lo ha reso così, liberamente e con un’umiltà che oltrepassa ogni possibilità di comprensione. Il fatto stesso che il mondo esista non principalmente perché noi possiamo amare Dio ma perché Dio possa amare noi, considerato a un livello più profondo, è a nostro vantaggio. Se Colui che in se stesso non manca di nulla decide di avere bisogno di noi, è perché noi abbiamo bisogno di essere desiderati… La nostra attività più sublime deve essere la reazione non l’iniziativa”.

1 Giovanni 4:10 “In questo è l’amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che lui ha amato noi e ha mandato il suo Figlio per essere l’espiazione per i nostri peccati”.

A Presto
Tony

Per ordinare il libro: Il Problema della Sofferenza – GBU Editore

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2 Commenti »

  • Luca said:

    “Il fatto stesso che il mondo esista non principalmente perché noi possiamo amare Dio ma perché Dio possa amare noi”

    Io non sono d’accordo con questa frase, se l’obiettivo di Dio fosse amarci poteva creare qualcosa di diverso dal mondo, ad esempio come ha fatto con gli angeli. Dio ha creato il mondo perché ama noi, ed infatti ha sottoposto il mondo all’uomo. Mi dire che il mondo esiste per permettere a Dio di amarci non mi sembra vero.

    -+-+-+-+-
    “Se Colui che in se stesso non manca di nulla decide di avere bisogno di noi, è perché noi abbiamo bisogno di essere desiderati”

    L’avere bisogno di qualcosa non indica forse un’incompletezza? Dio non ha bisogno di noi, e l’uomo non ha bisogno di essere desiderato ma di conoscere e sentire l’amore, quindi di sentirsi amato.

    Ciao, Luca

  • Tony (author) said:

    Ciao Luca,
    Grazie per il tuo commento.
    Sicuramente dovresti leggere tutto il libro per capire bene il contesto in cui C.S. Lewis descrive la bontà di Dio.
    Nella prima frase c’è una parola che forse hai sorvolato: “principalmente”. Dio ha creato il mondo per riversare il Suo amore ma sicuramente non è l’unica ragione. L’amore che Dio ha mostrato per i suoi figli morendo sulla croce supera ogni atto d’amore dimostrato verso gli angeli.
    Nella seconda frase invece hai sorvolato: “decide”. Dio non ha bisogno di amarci né di sentirSi amato, ma ha scelto di amare e ci ha creati con il bisogno di ricevere amore.
    A presto
    Tony

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