Aborto_rev March, 11th 2011 by Tony (Team Noi_Rev)

La morte di Bernard Nathanson

Chiunque sia coinvolto nel dibattito riguardo all’aborto (che sia pro o contro) avrà sentito parlare del Dott. Bernard Nathanson, pedina fondamentale nella guerra pro-life in America, deceduto il mese scorso all’età di 84 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro.

Il Dott. Nathanson è conosciuto come uno dei principali “pentiti” nella guerra per la vita. Il suo percorso inizia come un radicale attivista per la legalizzazione dell’aborto negli USA e si conclude come uno dei più dediti sostenitori della vita. Il dottore ha scritto ben due libri che raccontano la sua vita e la sua trasformazione: “Abortin America” e “The hand of God”.

Nathanson è stato uno dei fondatori del NARAL (National Association for the Repeal of Abortion Laws) nel 1969 e direttore del Center for Reproductive and Sexual Health, la più grande clinica d’aborto nel mondo. Le statistiche parlano di oltre 75.000 aborti amministrati da Nathanson durante la sua gestione.

Nel suo libro, il dottore, racconta di come la legalizzazione dell’aborto era diventata la sua ossessione e, il “bene” della causa lo portava a mentire riguardo alle statistiche prima della legalizzazione dell’aborto negli USA nel 1973.

Gli attivisti per l’aborto dichiaravano che c’erano tra le 5.000/10.000 donne che morivano a causa di una cattiva sanità causata da una mal procedura dell’aborto.

Nathanson nel suo libro confessa: “I numeri erano completamente falsi ma aiutavano la nostra causa, quindi ci sembrava la cosa giusta da fare”. “Nel 1967…il governo federale riportava non più di 160 morti per aborto illegale. Nell’ultimo anno prima della legalizzazione, il totale era di 39 morti. Anche se trentanove morti sono un numero elevato, bisogna però compararlo con più di 1.5 milioni di bambini uccisi ogni anno in America dal 1973”.

Nel suo libro, Nathanson racconta anche la vicenda dell’aborto di suo figlio. “Avevo messo incinta una donna che mi amava, riassicurandola che l’aborto sarebbe stato la miglior soluzione per continuare la nostra relazione e dato che io ero il migliore nel campo avrei proceduto direttamente alla “facile” procedura!”.

“Ricordando quei momenti era diventato per me solo un lavoro da compiere bene, non sentivo più nessun senso di colpa, anzi, mi sentivo sempre più moralmente neutrale e cinico”.

Il suo viaggio di “redenzione” fu un susseguirsi di aborti falliti, donne in fin di vita e l’avvento della tecnologia degli ultrasuoni.

Per la prima volta nella storia, il feto poteva essere osservato. Il dott. Nathanson, dopo varie esplorazioni, espresse i suoi dubbi sull’aborto.

Le sue dichiarazioni “dubbiose” al New England Journal of Medicine, crearono un tumulto enorme provocando anche minacce di morte alla Sua persona.

La sua barriera morale continuava a crollare fino al suo ultimo aborto nel 1979. La sua decisione di lasciare “l’industria dell’aborto” scaturì da una scelta morale e scientifica, non religiosa.

Agli inizi degli anni 80, il dottore si ritrovo come relatore negli incontri pro-life in tutti gli Stati Uniti. Nel Gennaio del 1985 fu prodotto il suo primo video rilevatore “Il grido Silenzioso”. Il video mostrava chiaramente l’orrore dell’aborto e la sua crudeltà nei confronti di un feto di 12 settimane.

Nel 1996 questo Giudeo ateo si convertì al Cristianesimo. Divenne un’attivista nel movimento pro-life per il resto della sua vita.

La storia del dottor Bernard è un esempio perfetto di come Dio può trasformare le persone, un Paolo da Tarso moderno, un esempio per molte generazioni.

La battaglia continua!

http://www.lifesitenews.com/news/pro-life-leaders-mourn-passing-of-pro-life-great-dr-bernard-nathanson?utm_source=LifeSiteNews.com+Daily+Newsletter&utm_campaign=bbf40ff350-LifeSiteNews_com_Intl_Headlines02_21_2011&utm_medium=email

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