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Aborto – I casi difficili

Scritto da Tony | Wednesday, 9 September 2009Nessun Commento

abortion_casi_difficiliUna delle argomentazioni più usate per la legislazione dell’aborto è il problema dei “casi difficili”. Inevitabilmente quando si discute sull’aborto, chi è a favore non può fare a meno di sollevare l’ipotesi di stupro, incesto o il rischio di complicazioni per la madre.

Come dobbiamo rispondere a certe obbiezioni? Sono queste ragioni sufficienti per l’accettazione dell’aborto?

Lo stupro e l’incesto sono le due “scuse” più usate per la causa dell’aborto. Sicuramente sono classificate come atti crudeli e tragici nella vita di una persona e bisogna essere molto sensibili e aperti quando trattiamo con persone che hanno subito una così spietata azione. Nonostante questo, non credo che l’assassinio del bambino sia il modo giusto di procedere.

Per quanto riguarda lo stupro, i casi di concepimento sono molto bassi.  La gravidanza è molto rara a causa del trauma psicologico che esso comporta. L’istituto “Planned Parenthood’s Guttmacher” ha dichiarato che in America gli aborti per stupro sono meno dell’1%.

Risolvere un problema aggiungendone un altro non credo sia la soluzione giusta. Uno sbaglio non può essere corretto da un altro sbaglio, così come un atto di violenza non può essere riparato da un altro atto di violenza. Lo stupro seguito dalla gravidanza seguito dall’aborto produce tre vittime: La ragazza traumatizzata dall’abuso, il bimbo mai nato e la donna (per la seconda volta) traumatizzata dal dolore dell’aborto.

Creare una legge che risponde solo ai casi estremi, sarebbe come eliminare tutte le leggi stradali perché ci sono coloro che, in caso di emergenza, devono correre all’ospedale non curanti dell’etica stradale.

Negli ultimi trent’anni il modo di pensare riguardo all’aborto è cambiato, siamo partiti con la possibilità di avere un aborto solo nei casi estremi per arrivare all’aborto per scelta senza considerare le cause.

La situazione vera è questa: non importa quali siano le circostanze del concepimento, un bambino è sempre un bambino.

Un altro caso spesso usato da chi favorisce l’aborto, è quando la gravidanza può produrre dei rischi alla madre stessa. Il fatto è che non possiamo parlare di vero aborto perché l’intenzione è di salvare la madre e non di uccidere il bambino. Spesso, se non c’è un intervento, si rischia di perdere sia la madre sia il bambino.

Conclusione:

Non credo che questi casi difficili possano essere una”scusa” giusta per ammettere l’aborto. La violenza produce solo successiva violenza. Non possiamo creare leggi che soddisfano l’eccezione senza preoccuparci della norma.

A Presto
Tony

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