

Vittime dello Spirito Religioso 1

La storia di Noemi.
-Anni?
24
-Da quanti anni sei Cristiana?
7 anni
-Sei nata in una famiglia cristiana?
Si!
-Come era il tuo rapporto con la chiesa quando eri bambina?
Era la mia seconda casa, potrei dire che sono cresciuta in chiesa.
-Ti sentivi diversa dai tuoi coetanei (a scuola)?
Si, mi sentivo diversa. Mi hanno insegnato a mostrarmi diversa.
-Come hai reagito?
Mi sono chiusa (un po’ troppo), ero riservata come persona e ciò ha peggiorato la situazione.
-Come hai vissuto la tua adolescenza?
Male, malissimo… non vivevo.
-Perché?
Mi hanno insegnato (non tanto i miei genitori) che, non era etico uscire con persone al di fuori della chiesa. Familiarizzare con loro, avrebbe significato intraprendere una cattiva strada. Quelle poche volte che ho frequentato i miei amici di scuola, ero molto prevenuta nei loro confronti e non riuscivo a condividere nulla.
-Come era il rapporto con i tuoi coetanei in chiesa?
Eravamo in tanti, ma nonostante ero circondata da persone, ero molto chiusa e non riuscivo a socializzare (nessuno poteva veramente aiutarmi)… sono sempre stata riservata come persona! (Ancora adesso lo sono)
-Come spendevi il tempo?
Ero molto sola, all’età di 16 anni ho cominciato a soffrire di disturbi d’ansia e depressione (avevo bisogno di psicofarmaci per stare meglio). Non era facile starmi attorno.
-Come spieghi questa depressione/ansia? Da cosa era causata?
Una delle cause principali era il rapporto con me stessa. Ero rigidissima, consideravo ogni cosa peccato (cosi mi avevano insegnato). Cercavo la perfezione con le mie forze e non ci riuscivo, ero sempre frustrata, depressa e triste. La mia vita era caratterizzata dai sensi di colpa e quindi conseguentemente dalla depressione.
-Come mai eri cosi rigida con te stessa?
Dipendeva in parte dal mio carattere e in parte dall’educazione ricevuta.
-Che tipo di educazione?
La chiesa, non tanto i miei genitori, era molto rigida. Mia madre, anche se di mentalità aperta, lavorava e quindi non poteva essere presente in famiglia. La mia educazione è stata soprattutto impartita su una base religiosa. Pensavo di essere la “santona” di turno, consideravo tutti gli altri “Sconvertiti” e volevo dare il buon esempio facendo male a me stessa.
-Puoi spiegarci un po’ questa “base religiosa”?
Adempivo i miei impegni religiosi solo per “appagare” la mia coscienza. M’impegnavo a leggere la Bibbia, ma quando non potevo o ero troppo stanca, mi sentivo arida e piena di sensi di colpa. Tutto mi sembrava un dovere e non un piacere.
-Come era Dio per te?
Come un giudice, un padrone, sempre pronto a bastonarmi!
-Cosa pensi riguardo allo spirito religioso che ti schiavizzava?
Lo spirito religioso è un modo sottile e “innocuo” che il diavolo usa per infiltrarsi nelle nostre chiese. Lo spirito religioso, attraverso una falsa santità (legalismo/cinismo) cerca di emarginare le persone condannandole alla frustrazione e nel peggiore dei casi alla depressione e l’ansia.
-Sinonimi dello spirito religioso?
Spirito di giudizio, ipocrisia, esteriorità…credersi migliori degli altri.
-Come possiamo combatterlo?
Lo Spirito Santo può aprirci gli occhi e darci le armi giuste per combattere questa battaglia. Abbiamo bisogno della libertà dello Spirito e non di meccanismi umani. Lo Spirito Santo deve trasformare il nostro modo di pensare.
-Cosa consiglieresti a una persona che si trova nella tua stessa situazione?
Di avere fede in Dio, io ero arrivata all’estremo, la mia personalità era completamente andata, mi stavo spegnendo come una candela. Sapevo che la verità non era tutta lì e che Dio avrebbe risposto alle mie suppliche! Dio ha risposto e adesso sono una persona completamente libera.
Grazie.
A Presto
Tony e Noemi.
