Aborto, un genocidio?
La storia ci insegna che gli uomini hanno una grande capacità di abusare di altri uomini. Quando ciò accade, si parla di “crimini contro l’umanità”. Essi in genere si riferiscono ad atrocità su larga scala commesse verso gruppi di persone innocenti. Tali crimini non sono accidentali o a caso, ma il risultato di una strategia brutale, specifica e pianificata. Uno dei più clamorosi esempi è “l’Olocausto”, dove sei milioni di Ebrei furono giustiziati solo perché di razza diversa*.
Raphael Lemkin (avvocato Ebreo-Polacco), è stato il primo a coniare, nel 1943, il termine “genocidio” per descrivere l’operato del partito Nazista nei confronti del suo popolo. La parola “genocidio” combina la parola Greca per razza “geno” con la parola latina per uccidere “cide”.
Il processo di Norimberga, che terminò nel 1946, usò il termine di Lemkin per descrivere gli atti atroci degli ufficiali Nazisti condannati per “crimini contro l’umanità”. Nel 1948, le Nazioni Unite ufficializzarono il termine per descrivere tutti i crimini internazionali di grossa scala. Il Webster’s New World Encyclopedia definisce il genocidio come: “Una serie di atti designati alla distruzione, in toto o in parte, di un gruppo di persone” (Webster’s New World Encyclopedia, Prentice Hall General Reference, 1992).
Tale definizione, in senso lato, non può che confermare il pensiero che l’aborto sia, infatti, un “genocidio di massa”. L’aborto è un chiaro esempio di crimine preventivato e programmato contro gli innocenti (200.000 aborti ogni anno solo in Italia). L’aborto mira a un gruppo specifico: “I bimbi indesiderati”, la soluzione finale e la distruzione dei nascituri prima che diventino un “problema sociale”.
L’aborto come l’olocausto è un fenomeno che tende a disumanizzare tutti quelli che sono un ostacolo al “progresso sociale”. Persone scomode per il nostro modo di vivere “moderno” ed egoista.
Quelli che si ritengono pro-aborto si sentono spesso offesi quando il termine genocidio viene comparato all’aborto, la stessa reazione che ebbero i bianchi d’America quando il Dr. Martin Luther King comparò l’abuso fatto verso gli africani d’America all’olocausto nazista.
E’ facile condannare i crimini che sono ormai lontani (geograficamente o temporalmente), è molto più difficile quando il crimine è dietro la porta. Quelli che sostengono l’aborto s’infuriano quando esso e comparato all’olocausto argomentando che il feto non è una persona vera. La stessa ideologia che Hitler uso per distruggere gli Ebrei. Se non possiamo comparare le atrocità del passato con quelle presenti, significa che la storia è rimasta vana e non ci sta insegnando a vivere in un modo migliore. Quando la Germania nazista fu sconfitta un grido di giubilo echeggiò in tutto il mondo “ Mai Più”; che esso sia il grido di una generazione che non vuole ripetere gli errori e le atrocità del passato.
*L’intento dell’articolo non è di analizzare le cause dell’Olocausto per questo preferisco al momento lasciare un senso generico consapevole del fatto che, non è tutto così semplice.
Commento Finale (personale):
Non è stato facile per me scrivere quest’articolo, probabilmente esso sembrerà del tutto fuori luogo oppure abbastanza contorto, ma il peso e il dolore del massacro mi spingono a esprimere delle verità alquanto forti e forse scomode per molti.
A Presto
Tony :’(
