Il deserto spirituale
Tantissimi cristiani nella nostra società moderna denunciano uno stato di “deserto spirituale”; concetto che esprime una condizione di solitudine e abbandono.
Tra quei tanti cristiani ci siamo spesso anche noi…
Nonostante frequentiamo culto dopo culto, ogni cosa ci sembra arida e sterile.
Siamo tutti alla ricerca di una comunione vera e reale, ma nel deserto in cui ci troviamo, sembra tutto uguale e piatto.
l popolo d’Israele si trovò nella stessa situazione, dovevano conquistare Canan (la terra promessa) ma si ritrovano a vagare nel deserto per 40 anni.
Il deserto è una tappa fondamentale per ogni vero cristiano, un passaggio obbligatorio dall’Egitto (la nostra vecchia vita) a Canan. Nonostante esso sia indispensabile, la durate del medesimo dipende dalle nostre scelte e decisioni.
Il popolo d’Israele si trovò a vagare nel deserto per 40 anni (11 giorni sarebbe stato il viaggio effettivo fino a Canan – Deut. 1:2) a causa delle loro lamentele e incredulità davanti a Dio (Ebrei. 3:15-19; 4:1-11).
Il deserto non deve diventare la nostra casa, il nostro destino e la terra dove scorre latte e miele.
Nonostante Dio provveda anche nel deserto, come ha fatto con il suo popolo, le nostre decisioni devono portarci fuori da esso…il deserto è un passaggio temporaneo!
Anche se nel deserto Mosè costruì il tabernacolo di Dio, esso era comunque una residenza momentanea. Il desiderio di Dio è che noi usciamo dal deserto e ci appropriamo delle sue promesse costruendo il tempio della sua presenza come dimora fissa nei nostri cuori.
Sei nel deserto? Non abituarti ad esso, Paga il prezzo per uscirne! Scegli oggi!
A Presto
Tony

Luca scrive
Caro Toni,
e proprio cosi, noi dobbiamo essere come dice Bob Glodstone quel cespuglio nel deserto che bruci con Dio.
Spero davvero che presto tutti potremmo godere di quell’ acqua viva che scorre dal seno di Gesu’ eche scxaturisce a vita eterna.
Tony scrive
Grazie Luca…mi ricordo benissimo il messaggio di Bob…. BURN!