Il linciaggio del pastore Walter Masih

02 luglio, 2009

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Nel corso delle tre conferenze in Italia di Richard Howell, vicepresidente dell’Alleanza evangelica indiana (organizzate da Porte Aperte Italia a Torino, Milano, Sesto San Giovanni dal 15-17 maggio 2007), è stato proiettato in anteprima un breve video che documenta drammaticamente uno dei frequenti episodi di violenza che vedono vittime i cristiani del paese.

LE PRIME NOTIZIE
Da un primo lancio dell’agenzia di stampa Compass Direct: «Il 29 aprile estremisti induisti del Vishwa Hindu Parishad (VHP) e del Bajrang Dal hanno picchiato gravemente il pastore Walter Massey dopo una riunione di culto tenuta in casa sua nel distretto di Jaipur. Joyce, la moglie di Massey, ha detto inizialmente che tre persone erano venute alla porta ed avevano avuto una conversazione con Massey, iniziando subito a picchiarlo. Altri uomini dal volto coperto si sono uniti all’attacco, lo hanno picchiato con mazze di legno e hanno sferrato calci al pastore quando questi è caduto a terra. La folla inferocita ha inoltre rotto sedie di plastica, utensili e mobili nell’appartamento. Era presente una troupe televisiva a filmare l’assalto, e molti canali televisivi nazionali hanno mandato in onda il servizio alle 4 di quel pomeriggio. Massey è stato ricoverato presso il Sawai Man Singh medical College Hospital di Jaipur. Un altro pastore locale, il Rev. Rakesh Malachi, ha raccontato al Times of India che l’attacco era stato pianificato e “abbiamo ricevuto informazioni su altri possibili attacchi a cristiani”. Il 30 aprile, la polizia ha arrestato cinque persone collegate all’attacco».

Come si noterà dal video, non tutti i dettagli risultano precisi, e verranno poi chiariti nel corso di ulteriori corrispondenze.

LA CRONACA DELL’ATTACCO
Il pastore Walter Massey è stato attaccato nella sua casa di Nandpuri, vicino a Hawa Sadak, a Jaipur, nello stato del Rajasthan, da estremisti indù domenica 29 aprile fra le 12:30 e le 13:00. Il gruppo, composto da circa 20 assalitori affiliati al Vishwa Hindu Parishad (VHP noto anche come World Hindu Council) e al Bajrang Dal sono entrati in casa del pastore, apparentemente senza alcuna provocazione da parte dei cristiani, e lo hanno picchiato davanti alla sua famiglia. Una troupe televisiva ha filmato l’assalto e il video è stato mostrato poche ore più tardi su vari canali televisivi.
Gli assalitori avevano bastoni di ferro e altri corpi contundenti. Dopo aver picchiato il pastore Massey, si sono accaniti anche sull’arredamento, distruggendo altri beni.

La troupe televisiva ha raccontato alla comunità cristiana Jaipur Christian Fellowship di avere notato un gruppo armato e a volto coperto e di averlo seguito fino in casa del pastore Massey e di avere assistito all’impietoso pestaggio. Attoniti spettatori indiani hanno visto il video nell’edizione delle notizie delle 16 di quel pomeriggio, hanno assistito al ferimento del Pastore Massey, maltrattato dagli estremisti davanti alla sua famiglia, terrorizzata e impotente.

Per tutta la durata dell’attacco, il Pastore Massey ha invocato il nome di Gesù mentre lo colpivano con vari oggetti. Il Pastore Massey, sulla porta di casa sua, ha proclamato l’amore di Gesù Cristo ai curiosi accorsi solo per guardare. Anche alla troupe televisiva ha parlato dell’amore di Gesù e dei cristiani che pregano per il loro paese. In seguito è stato portato in ospedale.

In un primo momento la polizia aveva rifiutato di redigere il First Information Report (FIR), un rapporto ufficiale sull’accaduto, e solo in seguito alle pressioni della Jaipur Christian Fellowship e di altre organizzazioni la polizia ha accettato la denuncia. La maggior parte degli assalitori è facilmente identificabile dal video, ma la polizia sostiene di non riuscire a identificarli. Nel rapporto la polizia afferma che il pastore Massey è stato attaccato da uomini non identificati e non cita l’affiliazione del gruppo al VHP o al Bajrang Dal, sebbene gli assalitori proclamino davanti alle telecamere di farne parte.

Al pastore, ricoverato all’ospedale, è stata somministrata una terapia per endovena. Aveva difficoltà a camminare e anche un occhio ferito. La maggior parte delle ferite sono interne, a causa delle spranghe di ferro impiegate nel pestaggio. Il suo umore rimane alto, ma la moglie Joyce e la figlia di 6 anni sono ancora terrorizzate.

Il Pastore Massey si trova nello stato del Rajasthan da alcuni anni. È un ex collaboratore dell’agenzia missionaria India Every Home Crusade ed è pastore della comunità familiare presso la sua abitazione denominata Masihi Sangati Kendra. Per molto tempo ha ricevuto minacce da parte della brigata Hindutva e aveva anche chiesto protezione alla polizia, invano.

VISIONA IL FILMATO
È possibile vedere il formato in streaming, oppure scaricarlo all’indirizzo Evangelici.net

Per ulteriori informazioni sul video e sulla chiesa perseguitata: Porte Aperte

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Tony Attualità

Il sangue nell’Iran di Ahmadinejad

25 giugno, 2009

Questo video potrebbe essere inadatto ai minorenni.

(si chiamava NEDA)

“Il tiranno muore e il suo governo finisce, il martire muore e il suo governo inizia” – Soren Kierkegaard

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Tony Attualità

Campeggio Estivo – Non mancate!

20 giugno, 2009

Ciao ragazzi,

Volevo proporvi un campeggio per me molto importante.
Insieme al Centro URIA abbiamo invitato uno dei miei professori dalla FIRE School of Ministry per insegnarci e ministrarci riguardo al Regno di Dio.

Credo fermamente che sara’ una settimana che potrebbe cambiare il nostro modo di vivere e credere riguardo al regno di Dio.

Campeggio Estivo presso il Centro Uria 4-9 Agosto 2009
Relatore: Bob Gladstone (direttore FIRE School of Ministry, North Carolina – USA)

costo: 100 euro

info: SitoWEB – Centro URIA

Chi e’ Bob Gladstone?
Direttore e professore di teologia pratica presso la FIRE School of Ministry.

Il Prof. Gladstone era parte integrante del team didattico della Brownsville Revival School of Ministry (1997-2000) e adesso insegna e dirige la FIRE School of Ministry nella Carolina del Nord, USA. Il Prof. Gladstone ha un ministero locale ma anche itinerante, predicando e insegnano in svariate nazioni. Il suo messaggio rispecchia la sua chiamata di riportare la chiesa alla sua prospettiva Biblica e la sua identità apostolica. La sua visione è di formare un “Nuovo Popolo di Gesù” che rispecchi pienamente il regno di Dio in potenza, sapienza e giustizia.

thek

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Tony Io

I cinque ministeri a portata di mano

16 giugno, 2009

ministry_handSpesso l’apostolo Paolo nelle sue lettere usa diverse analogie per descrivere la chiesa e il suo ruolo.
La chiesa è spesso paragonata a un corpo con molte membra, dove Cristo è il capo.

Oggi pensavo a un’analogia del genere riguardo ai cinque doni ministeriali di Efesini 4:11.

“Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori”.

Pollice = L’Apostolo: il più piccolo ma allo stesso tempo il più forte, capace di interagire con tutti gli altri e in caso di attacco (il pugno) protegge il profeta è l’evangelista.

Indice = Il Profeta: Punta nella direzione giusta e guida la chiesa nella volontà di Dio.

Medio = L’Evangelista: Il più lungo di tutti, capace di raggiungere chi è fuori prima degli altri.

Anulare = Il Pastore: Il dito dove si pone l’anello matrimoniale, dedito alle relazioni interpersonali e al bene degli altri.

Mignolo = L’Insegnante: Il più piccolo ma capace di arrivare nelle situazioni e posti più difficili dove gli altri non arrivano. Pulisce l’udito della chiesa :)

La mano non può funzionare correttamente quando uno di questi ministeri viene a mancare. Solo quando tutti questi ministeri sono presenti nella chiesa, raggiungeremo quello che l’apostolo Paolo scrive nei versetti seguenti:

12per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero e per l’edificazione del corpo di Cristo,
13finché giungiamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo
14affinché non siamo piú bambini sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per la loro astuzia, mediante gli inganni dell’errore,
15ma dicendo la verità con amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo.
16 Dal quale tutto il corpo ben connesso e unito insieme, mediante il contributo fornito da ogni giuntura e secondo il vigore di ogni singola parte, produce la crescita del corpo per l’edificazione di se stesso nell’amore.

A Presto
Tony

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Tony Rivoluzione nella chiesa, Teologia

L’aborto, il più grande errore della mia vita.

08 giugno, 2009

“Sono il dr. Bernard Nathanson, ostetrico ginecologo e l’ultimo membro fondatore vivente del gruppo NARAL, ex-direttore della Clinica abortista più grande dell’Occidente, che abbiamo fondato nella città di New York verso la fine degli anni ‘60. Fondammo NARAL con l’obiettivo di diffondere la nostra mentalità abortista in tutto il paese. Una delle nostre strategie, per deviare l’opinione pubblica americana, era quella di negare la verità che conoscevamo: l’aborto uccide un essere umano che esiste. Abbiamo negato questo fatto nel tentativo d’ingannare il pubblico americano e le Corti di questo paese. Io stesso sono personalmente responsabile di oltre 75.000 aborti. Questo è stato “Il più grande errore della mia vita e la legalizzazione dell’aborto è stato il più grande errore che questa nazione abbia mai concepito. Dopo 15 milioni di bambini abortiti, bisogna dire basta”.

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A Presto
Tony

[fonte]

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Tony Attualità, aborto